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Lo sviluppo del bambino con sindrome di Down avviene con un certo ritardo, ma secondo le stesse tappe degli altri bambini. I bambini con sindrome di Down crescendo possono raggiungere, sia pure con tempi più lunghi, conquiste simili a quelle degli altri bambini: cammineranno, inizieranno a parlare, a correre, a giocare. Rimane invece comune a tutti un variabile grado di ritardo mentale che si manifesta anche nella difficoltà di linguaggio frequente tra le persone con sindrome di Down. Dal punto di vista riabilitativo non si tratta di compensare o recuperare una particolare funzione, quanto di organizzare un intervento educativo globale che favorisca la crescita e lo sviluppo del bambino in una interazione dinamica tra le sue potenzialità e l’ambiente circostante. È importante inoltre ricordare che ogni bambino è diverso dall’altro e necessita quindi di interventi che rispettino la propria individualità e i propri tempi. Dal punto di vista medico, vista una maggiore frequenza in tali bambini rispetto alla popolazione normale di problemi specialistici, in particolare malformazioni cardiache (la più frequente è il cosidetto canale atrioventricolare comune, ma si presentano anche difetti intestinali, disturbi della vista e dell’udito, disfunzioni tiroidee. problemi odontoiatrici), è opportuno prevedere col pediatra una serie di controlli di salute volti a prevenire o a correggere eventuali problemi aggiuntivi.

Se ci tuffiamo nei secoli passati, dobbiamo prendere atto che non essendo riconosciuta come tale è probabile  che alcuni soggetti con Sindrome di Down fossero stati annoverati nella categoria del cretinismo. La storia generalmente fa presupporre che i bambini con ritardo mentale, come spesso quelli con problemi fisici fossero normalmente abbandonati, e quindi erano destinati a morire di stenti o ad essere presi come servitù. Inoltre bambini con tali patologie non avevano lunga aspettanza di vita. Ciò non toglie che ragazzi Down vissero nel passato, e riuscirono a crescere nonostante le difficoltà della vita in generale che svolgevano in quei periodi. Ne danno testimonianza vari ritrovamenti archeologici, che a seguito di indagini paleopatologiche eseguite su resti di bambini ed adulti, hanno riscontrato nelle ossa, nella forma del cranio e nella dentizione, le caratteristiche tipiche della Sindrome di Down. Oltre a queste scoperte, ci sono studi eseguiti su alcuni dipinti europei prima del 1866. Queste opere di pittura molto spesso ritraevano personaggi con patologie misconosciute dagli stessi artisti, ci sono opere in molti musei del mondo che rappresentano persone con volti e posture tipiche della Sindrome di Down.  Le nostre considerazioni sono che i bambini di questi dipinti potevano essere affetti anche da mosaicismi. Addirittura potevano essere persone che frequentavano la bottega degli artisti, e siccome i segni clinici della sindrome di Down non erano ancora noti, non era possibile riconoscere in loro segni di disabilità. Ci sono sempre stati, a volte soppressi alla nascita a volte abbandonati, al tempo dei nazisti eliminati,  raramente fatti vivere dignitosamente. E’ un dato storico, le persone Down hanno avuto sempre vita difficile, ma per fortuna hanno una carica interiore e le umiliazioni le dimenticano quasi sempre in fretta.

 

 

 

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