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Il progetto è volto  a  potenziare i percorsi di informazione e formazione all’interno di Istituti Scolastici (scuole primarie e scuole secondarie di I grado di Brescia e Provincia) nell’ambito dell’Educazione alla salute e all’affettività al fine di favorire l’integrazione delle persone con sindrome di Down, lo sviluppo del benessere collettivo che solo in ottica di reciprocità è reso possibile.

La priorità  verso l’inclusione sociale e scolastica di minori portatori di diversità, tra cui quelli con Sindrome di Down, inducono uno sguardo particolare verso l’educazione alla salute ed all’ affettività, intese come educazioni relazionali, allo star bene insieme potendo migliorare l’attenzione e l’apprendimento scolastico.

Con tale progetto si vuole:

a)      Favorire la conoscenza delle problematiche collegate alla sindrome di Down; facilitare la relazione di aiuto all'interno del gruppo classe;

b)     Fornire strumenti di riflessione sul tema della disabilità e dell’handicap con la specificità di comprendere come alcune situazioni siano una risorsa di crescita per tutti;

c)      Sviluppare le abilità personali partendo da una conoscenza di sé, dalla consapevolezza delle proprie capacità e da una maggior fiducia e stima in sé stessi: il corpo e lo star bene, i sensi come strumento per conoscere, la memoria, l'orientamento, il saper chiedere e utilizzare le risorse;

d)     Ampliare le abilità sociali: la relazione  con il coetaneo/a, con il gruppo,  l'uso del denaro, gli spostamenti, le scelte, la percezione, l’ascolto, la comunicazione, la gestione dei conflitti e delle emozioni, il limite, le regole, le risorse;

e)      Mantenere la collaborazione tra la famiglia, la scuola, gli operatori del CBD e il territorio;

f)       Stabilire un’alleanza educativa: fornire ai genitori una rete di figure di supporto educativo, condividere il progetto e le strategie adottate di volte in volta;

g)      Generalizzare il contenimento educativo;

h)     Promuovere l’integrazione e l’inclusione sociale del bambino/ragazzo.

Risulta quindi importante coinvolgere nel progetto gli alunni delle classi nelle quali è inserita una persona con la sindrome di Down, gli insegnanti e le famiglie.

 

 

 Il presente progetto rappresenta la storia del nostro Centro, l’evoluzione verso un cammino di crescita e di riflessione profonda. Il progetto è l’espressione sia progettuale che applicativa di Vivere alla Grande, pertanto gli obiettivi sono:

a)      PROMOZIONE E DIFFUSIONE CULTURALE PER UN MIGLIORAMENTO DELLA QUALITA’ DELLA VITA DI CIASCUN  INDIVIDUO DELLA SOCIETA’ Bisogno di comunicazione e disseminazione. Tali bisogni emergono dalla volontà di migliorare la comunicazione interna ed esterna al Centro per far conoscere le attività e la qualità delle proposte, aggregare altri soci con figli con sindrome di Down, avvicinare nuovi Enti in cui sia possibile inserire i ragazzi/e del centro in nuove attività anche di volontariato condividendo con una rete sempre maggiore finalità e obiettivi.

b)      FORMAZIONE PER IL POTENZIAMENTO DELLE RISORSE UMANE INTERNE ALL’ORGANIZZAZIONE  Bisogno di formazione ed esperienze concrete Per far crescere l’organizzazione e la consapevolezza.

 

E’ un progetto di educazione alla sessualità e affettività. Solitamente destinato a genitori e figli con età compresa tra i 15 e i 20 anni e realizzato con l’ausilio di 4 psicologi.  Deve essere visto come un percorso in continua evoluzione ed approfondimento. Tutto ciò ci invita a portare avanti una proposta formativa capace di creare uno “spazio-tempo” di incontro, di scambio, di confronto, di condivisione e comprensione fra i genitori e fra i ragazzi.

Nel 2013 e’ stato ampliato il numero dei gruppi partecipanti al progetto con altri 2 gruppi di età inferiori (dal 1998-2001 e dal 1994-1997), naturalmente con le dovute rimodulazioni della programmazione in riferimento all’età e all’omogeneità dei gruppi.

Il CBD, con la collaborazione della coop. La Mongolfiera, mette in campo una sinergia di competenze e risorse a favore di ragazzi e ragazze che desiderano ricercare propri percorsi per una reale crescita in autonomia. L’obiettivo di questo progetto ha coinvolto l’area della formazione dell’identità, dell’autonomia e dell’inserimento sociale, della vita di gruppo, nonché modalità di formazione parallela tra genitori e figli. Progetto quindi verso la scoperta che “crescere insieme è meglio”.

“Vivere alla grande” è un primo strumento che può permettere ai genitori e ai figli di continuare l’evoluzione personale e familiare attraverso l’accompagnamento e l’osservazione in un clima di fiducia e serenità. E’ aver cura della crescita in autonomia dei ragazzi, è dare sostegno ai genitori perché possano “lasciare andare” i propri figli con meno preoccupazioni per il futuro. E’ attuare progetti educativi personalizzati, nonostante la componente di gruppo, per giungere alla miglior autonomia possibile.

La proposta quindi si pone come risposta a bisogni chiaramente espressi attraverso domande, momenti non sempre facili e vissuti intensamente, nel chiedersi quale futuro ipotizzare per sé stessi, nella richiesta di avere delle relazioni privilegiate senza la continua intermediazione ora dei familiari, ora dei consulenti, ora degli educatori.

E’ creare piccole, semplici, ma concrete occasioni in cui le persone potranno fare a meno di noi, obbligandoci a ridefinire il ruolo di educatori, consulenti e soprattutto di familiari. Sarà un percorso condiviso e preparato con alcune famiglie, e come spesso accade una sperimentazione, una prova per tutti.

Di fronte a tale realtà il Centro desidera prepararsi e accompagnare i ragazzi e le ragazze verso l’acquisizione di un ruolo da giovane uomo/donna e di una mentalità adulta. Si ritiene che tale meta possa essere raggiunta offrendo ai ragazzi e alle ragazze anche una casa come spazio di autonomia che permetta l’acquisizione di maggiori responsabilità, ne favorisca l’indipendenza dalle figure genitoriali all’interno di una proposta formativa graduale e piacevole seppur impegnativa.

 

Il progetto prevede incontri all’interno del gruppo-classe nella quale il ragazzo con la sindrome di Down è inserito.

Il progetto riguarda le prime classi della scuola Secondaria di I e II grado.

Il progetto viene proposto solo dopo la condivisione dei genitori e degli insegnanti.  

Le finalità del progetto sono:

a)      Favorire la conoscenza delle problematiche collegate alla sindrome di Down;

b)     Facilitare la relazione di aiuto all'interno del gruppo-classe;

c)      Fornire strumenti di riflessione sul tema della disabilità e dell’handicap con la specificità di comprendere come alcune situazioni siano una risorsa di crescita per tutti;

d)     Stimolare l'acquisizione di una metodologia attiva e dialogica adatta all’età dei ragazzi coinvolti;

e)      Dedicare spazio alla formazione e supporto degli insegnanti, per un’integrazione efficace, volta al benessere del gruppo classe e l’acquisizione di abilità sociali condivise.

 

 

 

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