|
Una nuova stagione è iniziata e con il ritorno a scuola, riprendono
anche
le attività del nostro centro, molte novità e parecchie conferme ci
attendono. In collaborazione con la Coop. Sociale Soggiorni CER, stiamo
riproponendo il percorso educativo “Autonomia e oltre”. Il primo
progetto è stato assiduamente frequentato da un nutrito gruppo di
ragazzi e adolescenti, e visto la positiva accoglienza da parte dei loro
genitori, abbiamo ritenuto opportuno chiedere al CER di organizzare un
nuovo ciclo di incontri. Come il primo, anche questa seconda “parte” è
finanziata completamente dal nostro centro. Altra attività che ripartirà
in autunno è il progetto informatico, abbiamo i docenti, abbiamo il loro
programma e abbiamo già molte adesioni. C’è comunque spazio per inserire
altri ragazzi o addirittura per creare altri gruppi. Il progetto dei
ragazzi più grandi, quelli dai diciotto in su, partirà sicuramente a
metà ottobre, gli “alunni”, dopo lo stop delle vacanze estive, si
ritroveranno con il prof. Vito De Trizio, amabile e competente docente,
per proseguire quel percorso che vuole portarli all’utilizzo dei più
attuali programmi di office. Gli altri corsi, tenuti dalle bravissime
signorine Cozzaglio Claudia e Michela, partiranno appena si riuscirà a
far coincidere le molteplici attività dei ragazzi, per definire giorni e
orari, compito difficile ma fondamentale per non escludere nessuno. I
primi ad iniziare saranno i corsi “ Intermedio 2” e “Avanzato”. Oltre a
proporre in modo semplice e giocoso l’utilizzo del computer, per i
ragazzi del corso Avanzato, dai sedici a i diciotto anni, si prospetta
un vero stage di mezza giornata in un azienda. In questo modo potranno
mettere a frutto le loro capacità e rendersi conto che quello che hanno
imparato potrà davvero essere molto utile per la loro vita futura. I
corsi dei bambini più piccoli, partiranno probabilmente dopo le vacanze
di Natale, in questo caso preferiamo che nei primi mesi di scuola non
siano obbligati ad impegnarsi in molteplici attività. Il riproporre le
esperienze che vi abbiamo descritto, significa molto per il nostro
centro. Il progetto Autonomia, che molti inseguono come una chimera,
tende a creare una struttura di percorsi, che siano sempre disponibili e
vengano effettuati in base all’età e ai reali bisogni del ragazzo in
ogni momento dell’anno. Molti ne parlano ma noi, magari in modo
scoordinato, con i fatti cerchiamo di concretizzarlo, chissà, forse se
inquadrati in un contesto diverso i progetti che stiamo riproponendo
potranno essere i primi ad entrare in questa ottica.
Marco Colombo
9 Ottobre 2005
Il Cepim Centro Bresciano Down, oltre ad essere socio dell’UNIDOWN,
aderisce al “Coordinamento Nazionale delle Associazioni delle Persone
con Sindrome di Down”, questo lungo nome, racchiude un universo di
sigle, di associazioni di tutta Italia. Siamo davvero in tanti, ci sono
associazioni composte da poche famiglie, e altre fortemente strutturate
che sono da traino e modello per tutti. Ricordo il Cepim Centro Italiano
Down, di Genova, storica associazione che ha suggerito e ispirato quei
genitori che dodici anni fa hanno gettato le basi del nostro centro, e
la AIPD sede nazionale di Roma, anch’essa storica e molto attiva sia sul
territorio che in tutta Italia. Il Coordinamento è il tentativo di
indirizzare le nostre energie, il nostro impegno appassionato,
utilizzando al meglio le poche risorse a disposizione. Si cerca di
sensibilizzare la gente, le istituzioni, le amministrazioni, sui
problemi che la sindrome comporta. La tutela dei diritti, lo sviluppo
psico-fisico, l’inserimento scolastico, lavorativo e sociale,
l’assistenza, sono tutte battaglie che noi conosciamo bene perché le
viviamo, e nel nostro piccolo sicuramente trasmettiamo a chi sta vicino
alle nostre convinzioni. Il Coordinamento vola più in alto, e vuole
raggiungere tutti. Domenica 9 ottobre si è tenuta la terza giornata
nazionale della persona con la sindrome di Down. Lo scopo lo avete
capito, il nostro centro ha proposto un punto di ritrovo in Brescia,
dove per chi lo ha richiesto, abbiamo fornito materiale divulgativo e
perché no anche
un sorriso.
CBD..
Non so se altri con me hanno notato che, da un anno e
mezzo a questa parte i nuovi iscritti al CBD sono stati pochissimi.
Questo fenomeno, fa sorgere in me diverse domande riguardo al, o ai
perché di questo andamento.
Partendo da un dato che fino a poco tempo fa pareva scientificamente,
assodato e cioè che su ogni 700/750 nati, un bimbo/a è affetto da
sindrome di Down mi chiedo: o in Brescia e provincia non nascono più
bimbi, o non nascono più bimbi con sindrome di Down.
Personalmente di risposte me ne sono date due:
1) quando nasce un bimbo con sindrome di Down non viene indirizzato al
CBD per mancanza di conoscenza del centro o perché indirizzati verso
altre strutture magari migliori ( sarebbe bene che anche noi potessimo
conoscerle).
2) nascono pochissimi bambini con sindrome di Down perché esami come
Villocentesi od Amiocentesi sono spesso consigliati dai ginecologi alle
mamme di una certa età, forse per un inconscio desiderio di una
selezione di razza. Onde sfatare ogni dubbio vorrei chiarire che queste
mie posizioni vogliono essere innanzitutto provocatorie per poter aprire
un dibattito all’interno ed all’esterno del CBD, creando un momento di
confronto con le strutture sanitarie competenti, per meglio comprendere
questo fenomeno.
Faccio pertanto richiesta al consiglio di farsi portavoce delle mie
riflessioni presso le strutture pubbliche, magari organizzando incontri
con specialisti presso il nostro centro.
Ringrazio tutti dell’attenzione. Pierangelo O.
Argomento scottante e delicato:
Pierangelo ha sollevato un problema molto serio. Nel consiglio ne
abbiamo discusso, certamente non analizzandolo nel modo che lui ha
proposto. E’ vero, a distanza di pochi anni la media nazionale si è
avvicinata a 1 bambino Down ogni 1000 nati, il dato è conosciuto ma non
ci ha preoccupato più di tanto, anche la diminuzione dei contatti con
quei genitori della nostra provincia a cui è nato un figlio Down è stato
un segnale non recepito. Credo sia utile davvero riflettere su questo
argomento, le interpretazioni sono molteplici, ma viene difficile
pensare che tutto ad un tratto non ci sino più le condizioni per quel
“pasticcio” genetico che ha indirizzato la vita ai nostri figli. Sarebbe
bello, ma credo anche io, che grazie ai nuovi strumenti di analisi, si
evidenzino spesso quei difetti che la società rifiuta in un bambino, in
questo caso la scelta, terribile, cade come un sasso nell’animo dei
genitori. Chi può decidere della vita di un uomo? Chi può giudicare un
genitore che impedisce a suo figlio di affrontare un vita difficile e
spesso emarginata? Chi può giudicare un coppia che ritiene di non avere
la capacità di affrontare quei problemi che un figlio handicappato può
creare. Personalmente credo che siano realmente situazioni complesse,
che ci costringono a scavare nel nostro cuore, a volte vi troviamo la
forza di reagire alla vita, a volte no.
Raccolgo l’invito di Pierangelo, noi come genitori di figli con
difficoltà, cosa ne pensiamo di questo argomento. Scriveteci, e se è il
caso organizzeremo davvero un incontro dove scambiarci le nostre
opinioni e confrontarle con esperti del settore.
Il 29 settembre ci siamo incontrati con il dott.
Onger, titolo di questa serata, “Rapporto Scuola-Famiglia”. Il nostro
relatore non ha bisogno di molte presentazioni, ha ricoperto un ruolo
molto impegnativo come dirigente dell’ufficio del provveditorato
preposto all’integrazione scolastica dei bambini in difficoltà, e il suo
impegno e stato molto apprezzato in questi anni. I partecipanti, non
molti numericamente ma sicuramente interessati ed agguerriti, si sono
fatti un’idea generale della situazione in cui si trovano le nostre
scuole. In Italia, almeno sulla carta, siamo messi bene in questo
settore, i problemi nascono quando dobbiamo come famiglia confrontarci
con chi si è fatto carico di fornire un’educazione scolastica ai nostri
figli. Un pensiero emerso è l’importanza della collegialità tra i
docenti, il bambino in difficoltà non è in carico all’insegnante di
sostegno, tutti i docenti devo lavorare nella stessa direzione, in modo
da sfruttare al meglio le potenzialità dell’alunno e integrarlo nella
classe come una ricchezza per tutti i compagni. Al di la di tutto è
ancora la persona il fattore vincente in un rapporto scuola – famiglia,
insegnati preparati e ben motivati, dirigenti attenti e disponibili,
genitori intelligenti ed aperti, creano le condizioni affinché i bambini
con difficoltà possano trovare in classe un ambiente sano, stimolante ed
accogliente. Cercare di ottenere con le norme ed i regolamenti, quello
che sappiamo spetta di diritto ai nostri figli, non è sempre utile, il
messaggio passato nell’incontro è di dialogare, spesso pazientemente con
l’istituzione per raggiungere lo scopo finale, il bene di nostro figlio.
CBD.
L’anno prossimo, in primavera ci troveremo per
rinnovare il consiglio direttivo. In questi ultimi anni molte persone si
sono avvicinate al consiglio, ma altrettante se ne sono andate. Ogni
tanto qualche amico frequenta le riunioni che teniamo con cadenza
bisettimanale, adesso però dobbiamo deciderci, serve più interesse e più
coinvolgimento nelle scelte del nostro centro. L’impegno personale per
un consigliere c’è, ma d’altra parte è difficile costruire qualcosa
stando seduti davanti alla televisione. Se qualcuno vuole entrare nel
consiglio, ci contatti, inizi a frequentare i nostri incontri, e poi con
serenità potrà decidere cosa fare.
Forza vi aspettiamo. Consiglio del CBD
Ricordiamo il secondo incontro organizzato dal nostro
centro Il 25 ottobre, l’appuntamento è con la dott.sa Contardi per
discutere di un altro tema attuale, “la Residenzialità”. La serata si
terrà nella nostra sede e avrà inizio alle 20,30, l’invito a partecipare
è rivolto ai nostri soci, ma non solo, l’ingresso è libero per tutti
quanti siano interessati ad un argomento molto delicato, che riguarda in
prospettiva il “ dopo di noi”. I genitori che hanno figli con difficoltà
vivono spesso con terrore questa idea, ma nello stesso tempo faticano a
staccarsi da loro, negandogli quell’autonomia necessaria per affrontare
la vita. AIPD di Roma è impegnata da anni in questa direzione, e la
dott.ssa Contardi ci potrà fornire la sua preziosa esperienza.
Passate parola. CBD
ATTENZIONE CALENDARIO 2006
Già da parecchi giorni sta prendendo forma il nostro calendario. Come
sempre servono le foto dei nostri splendidi ragazzi, se possibile
fornitecele su cd o dischetto. Devono pervenire alla Sabina in
segreteria o a “saimoon@libero.it” entro il 30 ottobre, trascorso tale
data non verrà più accettata nessuna fotografia. Grazie
Agostino
P.S. Care mamme non chiedetemi di mettere la foto di vs. figlio/a nel
mese in cui compie gli anni, o nel mese di luglio perchè eravate al mare
oppure... ecc. ecc. ecc.......altrimenti trasformate il mio lavoro (che
faccio durante il mio tempo libero) in un tremendo rompicapo e alla fine
ci sarà sempre qualche mamma scontenta. Grazie
Agostino
|