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Trimestrale del Cepim - Centro Bresciano Down
Autorizzazione Trib. di Brescia n° 37/2002 del 5-09-2002

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DIRETTORE RESPONSABILE: Marco Colombo
REDAZIONE: M. Colombo,  M. Gatta, A. Panizza, G. Tortella, F. Sigalini
STAMPA: Tipolitografia PAGANI - 25065 Lumezzane, via Divisione Acqui 10/12
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Anno II°  n° 4
Dicembre 2004
Sommario

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2005: Tante idee, un solo obbiettivo ... i nostri figli            Marco Colombo

Gruppo Genitori: anno 3° parte 1
Lia - Lucia - Romano - Agostino - Giulietta - Pierangelo - Gabriella - Nunzia - Elsa - Graziella - Milena - Katia - Chiara - Manuela - Agnese – Ermanno – Giancarla.

Il loro futuro ha una casa
Agostino P.

Una nuova esperienza
La Mamma di Davide.

L'amministratore di sostegno
Michela Gargioni

Santa Lucia 2004                             Michela

CBD informa

Dalla direzione                               Consiglio del CBD

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2005: TENTE IDEE, UN SOLO OBBIETTIVO ... I NOSTRI FIGLI

Abbiamo un grosso problema, i nostri bambini stanno crescendo.
Il CBD sta affrontando una nuova sfida, quella di crescere con loro offrendo “servizi” adeguati per ogni fascia d’età. Ognuno di noi può ricordarsi del sollievo provato quando ha potuto entrare in contatto con il CBD. Una struttura in grado di accogliere bambini Down appena nati, fornendo terapie e consigli per i genitori. Prepariamo i bambini per la scuola materna ed elementare, li seguiamo negli studi e cerchiamo nel contempo d’essere riferimento e supporto per la famiglia. Finite le scuole medie però, non abbiamo più nulla da offrire ai nostri ragazzi, che in base alla sensibilità dei propri genitori, sono inseriti in gruppi o in associazioni più o meno specializzate. Negli ultimi due anni, abbiamo testato tramite vari progetti,
la possibilità di dare motivi d’ulteriore interesse alle nostre famiglie, proponendo per i propri figli delle attività educative e socialmente positive. Avete sentito nominare il progetto “Chef, e per l’anno venturo sono in cantiere il progetto “Autonomia e oltre” e il progetto “Informatico”. Questi progetti dovranno essere ordinati e indirizzati in un'unica proposta, che potrà adeguarsi e completarsi in base alla fascia di età a cui ci proporremo. L’obiettivo è ambizioso, e non si pone limiti, possiamo seguire i nostri figli nell’adolescenza e successivamente nella vita lavorativa. Non è facile e secondo noi non è escluso che sia opportuno condividere queste nostre aspirazioni con enti e associazioni presenti sul nostro territorio. Vedremo, e come al solito, ogni idea è bene accetta, vi aspettiamo.

Marco Colombo

 

GRUPPO GENITORI: ANNO 3° PARTE 1

Ormai da tre anni alcuni genitori del CBD si incontrano regolarmente un pomeriggio ogni mese con la guida dello psicologo Dott. Valli.

Che cosa abbiamo in comune?
La risposta potrebbe sembrare ovvia: un figlio con sindrome di Down. In realtà ciò che ci accomuna è molto di più: si tratta di un’avventura educativa estremamente impegnativa ed anche di una scommessa: crescere, noi ed i nostri figli, serenamente nonostante l’handicap.

Che cosa abbiamo costruito?
Pur venendo da città diverse, con storie personali e caratteri sicuramente molto vari, attraverso il susseguirsi degli incontri, abbiamo costruito tra noi una familiarità – sentiamo che i figli altrui sono divenuti, col passare del tempo, un po’ anche nostri – ciascuno si sente interpellato dalle loro vicende ci appassioniamo ai loro problemi e capita anche di soffrire un po’.
Il gruppo certamente ha una funzione di sostegno nei momenti di difficoltà, ma, oltre a ciò, ci aiuta a scoprire tutta la ricchezza nascosta nella nostra esperienza ed atenere desto il coraggio di proseguire.


Come siamo cresciuti?
Tra i componenti del gruppo sono cresciuti il rispetto e la stima reciproci ed anche la capacità di imparare gli uni dagli altri. Se all’inizio prevaleva forse la voglia di raccontare e di essere ascoltati, poi si è fatta strada la consapevolezza che la storia di ciascuno è una ricchezza per tutti, da accogliere come un dono. Il tempo ci ha poi regalato una certa capacità di sorridere dei nostri piccoli difetti e di smitizzare certe situazioni, ed anche i problemi più impegnativi se affrontati insieme sembrano meno gravosi.


Di che cosa parliamo?
Non ci sono temi predeterminati, dal momento che non si tratta di partecipare ad una lezione. Parliamo di ciò che, di volta in volta, la vita dei nostri figli e nostra ci suggerisce (problemi scolastici, crescita affettiva, autonomia, rapporti interpersonali, ecc.). Non siamo degli “esperti”, vogliamo essere semplicemente genitori. Forse questo tipo di lavoro potrebbe sembrare dispersivo, in realtà la presenza del Dott. Valli ci aiuta a non essere superficiali, ma ad approfondire ogni volta un argomento

Lia - Lucia - Romano - Agostino - Giulietta - Pierangelo -
Gabriella - Nunzia - Elsa - Graziella - Milena - Katia -
Chiara - Manuela - Agnese – Ermanno – Giancarla -

 

IL LORO FUTURO HA UNA CASA

Con questo titolo il 10/11 dicembre a Roma c’era un convegno sulla residenzialità dei disabili intellettivi. Convegno molto interessante, perchè anche se i ns. figli adesso sono piccoli, bisogna cominciare a pensare a cosa sarà DOPO DI NOI. Dopo di noi, concetto che mi spaventava molto, ma dopo aver sentito le esperienze e i progetti che altre associazioni di varie parti d’Italia stanno facendo mi pesa un pò meno. Progetti di case alloggio dove i ns. figli vivono da soli con l’ausilio di un operatore poche ore al giorno. Mi riprometto per il prossimo numero un articolo più esauriente, magari un incontro con l’associazione di Roma per parlarci di questo progetto.


Ringrazio Ermanno e Pierangelo
simpatici compagni di viaggio e di congresso.

Agostino P.

 

UNA NUOVA ESPERIENZA

Era già qualche anno che subivo le pressioni costanti delle insegnanti, della neuropsichiatra e di mio marito, affinché mi decidessi a lasciare andare Davide in colonia. Ma io rimanevo sorda a quel richiamo perché ritenevo Davide un po’ immaturo per affrontare questo tipo d’esperienza. Ora si presentava l’occasione “giusta” e non potevo più accampare scuse; il posto c’era, il turno era compatibile con le ns. ferie e anche il momento arrivava proprio a puntino per Davide ( concluso il ciclo delle elementari avrebbe vissuto il passaggio alla scuola media). Quale momento migliore per puntare sul discorso autonomia? Dopo queste considerazioni ho deciso di iscrivere Davide ad una vacanza di dodici giorni a Borno, con il “Trampolino” (associazione organizzata dalla chirurgia pediatrica degli Spedali Civili di Brescia). Per far conoscere meglio Davide agli operatori, mi viene richiesta un’accurata relazione, scritta sia da me che dalla dott.ssa Sartorio, (la sua neuropsichiatria), seguita poi da un colloquio con una dottoressa, specializzanda in neuropsichiatria, che l’avrebbe seguito durante il soggiorno. L’estate trascorre tranquilla fino al fatidico mercoledì 25 Agosto ore 18, momento in cui i genitori dovranno accompagnare i bambini a Borno. Arrivati alla nota località turistica, Davide scende dalla nostra macchina e con due operatori parte verso la “casa” (stile Grande Fratello) in una località sconosciuta. Mentre lo saluto dal finestrino ancora non mi rendo conto che stasera non gli porterò il suo abituale bicchiere d’acqua prima di addormentarsi. Per Davide comincia una meravigliosa vacanza con personale medico, paramedico, con operatori pronti a farlo divertire facendogli fare di tutto, di più. Mentre per me, inizia una settimana che avrebbe dovuto essere rilassante ma, in realtà l’ho vissuta tra momenti di sconforto, malinconia e qualche lacrima. Per fortuna, le telefonate di Davide, così sereno, così felice di stare con i suoi nuovi amici hanno fatto svanire le ansie e le paure che avevo. Al momento del ritorno, Davide piangeva perché non voleva lasciare la “casa” e i suoi nuovi amici, ed io pensavo, se fosse stato possibile, fagli rivivere vivere anche l’anno prossimo questa bella esperienza.

La Mamma di Davide.

 

 
L' AMMINISTRATORE DI SOTEGNO

Una nuova risorsa a disposizione delle famiglie di persone disabili. Uno strumento da capire e conoscere insieme. Un segno tangibile di attenzione nei confronti delle persone con disabilità è arrivato a conclusione dell'Anno europeo a loro dedicato. Con la legge n. 6 del 9 gennaio 2004 in Italia è finalmente riconosciuta la figura dell'amministratore di sostegno. Questa è una legge fortemente voluta dalle associazioni delle persone con disabilità che in questi anni ne hanno costantemente sollecitato l’approvazione. Una legge che recepisce anche da un punto di vista giuridico l'evoluzione sociale che si è verificata in relazione alle persone disabili. Una legge che, istituendo un nuovo e più adeguato strumento di protezione e tutela delle persone con gravi disabilità, limita il ricorso all'interdizione. Una legge che prevede la possibilità di nomina dell’amministratore di sostegno, una figura flessibile: fondata su un progetto personalizzato di attività giuridiche predisposte dal giudice tutelare e da esso modificabile tutte le volte che l'interesse del beneficiario lo richieda; che riesce a coniugare l'interesse ad una vita più dignitosa e, per quanto possibile, autonoma del beneficiario con quello di tutela dei terzi; che, pur non essendo rivoluzionario, risolve molti problemi pratici che comunemente complicavano la vita delle famiglie; che ha avvicinato al luogo di residenza del beneficiario la sede giurisdizionale competente e gli ha notevolmente ridotto le spese del procedimento. Chi è l’amministratore di sostegno? Cosa fa? Come e a chi
chiederlo? Quali sono le differenze rispetto all’interdizione e all’inabilitazione? Per cercare di rispondere a queste e tante altre domande
è necessario parlarne insieme!
Spero presto anche tra le famiglie del Centro Bresciano Down!

Michela Gargioni

 

SANTA LUCIA 2004

Un momento di incontro, di scambio, di arricchimento (in tutti i sensi) che pare sia piaciuto a molti; grandi e piccini. E’ stato un pomeriggio vivace e ricco di emozioni con canti natalizi, SantaLucia, Truccabimbi che hanno piacevolmente saputo intrattenere tutte (e devo ammettere che erano talmente tante) le persone in visita al Centro. Un momento che ricordo con affetto è stata la premiazione dei ragazzi del “Progetto Chef”: ENRICA, DIEGO, GRETA, ALESSANDRO, SILVIA e PIERGIORGIO; progetto di cui io sono stata volontaria.Vivendo quindi questa festa da coprotagonista, sono riuscita a cogliere alcune emozioni dei ragazzi e delle ragazze…. tensione, ansia in mezzo a tutta quella gente nuova, ma dall’altra parte si sentiva la loro felicità e soddisfazione nell’essersi meritati questo riconoscimento, dopo sabati trascorsi fra “sottofritti”, discussioni e ottime merende-cene. Volevo, infine ringraziare i/le ragazzi/e per tutto quello che mi hanno insegnato in quei pomeriggi insieme senza dimenticare i volontari che con me si sono impegnati in questo progetto:


Micio, Gian, Giulia,Elisa e Stefania


GRAZIE MILLE  !!!

Michela

(P.S. per Alessandro: guarda che ti aspetto con Gianni Morandi, eh?)

 

CBD INFORMA

Abbiamo avuto una segnalazione da parte di una nostra famiglia, sulle limitazioni subite dal proprio figlio nel parco dei divertimenti di Gardaland. Dopo una coda di circa venti minuti, raggiunto finalmente l’ingresso del gioco scelto, si sono sentiti dire che il loro figlio Down, non poteva salirci
sopra. Come consiglio abbiamo chiesto ufficialmente spiegazioni alla direzione del parco. La risposta è arrivata velocemente, segno della sensibilità che la società ha avuto nei nostri confronti. In modo molto cortese, la direzione si è scusata della situazione antipatica, ma ha confermato che ogni gioco e stato valutato da una commissione d’esperti,
tra cui varie associazione della zona di Verona. Queste limitazioni sono state date per tutelare la sicurezza delle persone che utilizzano i giochi, oltre a ciò, ci hanno garantito che ogni accompagnatore riceve al momento dell’ingresso nella struttura, un opuscolo che informa nel dettaglio, quali giochi possono essere utilizzati dalle persone con difficoltà. Come genitori siamo concordi sul fatto che sia stata un’esperienza dolorosa per il ragazzo, crediamo però che la direzione del parco abbia agito in buona fede, vittima anch’essa di retaggi culturali obsoleti. Abbiamo chiesto all’UNIDOWN, di intervenire presso Gardaland, per verificare a livello nazionale l’opportunità di rivedere queste restrizioni. Speriamo di potervi dare presto buone notizie. In collaborazione con la Coop. Sociale Soggiorni CER, stiamo approntando un nuovo progetto il cui titolo è “Autonomia e oltre”. Tramite attività guidate da esperti educatori, si vuole “insegnare” ai nostri ragazzi, come gestire la propria persona, migliorare la stima di se e come muoversi in sicurezza sul territorio. Ci sono già una quindicina di ragazzi che si preparano a partecipare a questa attività, speriamo di poter dare loro degli strumenti utili per il futuro. Sempre in funzione del futuro, stiamo organizzando un progetto ideato da noi e finanziato dalla Fondazione Bresciana. Lo scopo è di aiutare i nostri bambini a familiarizzare con il computer, e con i principali programmi applicativi. Per questo progetto stiamo approntando un’aula adatta, con attrezzature informatiche di ultima generazione. Per chi desiderasse ulteriori informazioni può rivolgersi ai sig.ri Gatta e Sabatti.

CBD

DALLA DIREZIONE

Come sempre in questo periodo si tenta di tracciare il bilancio dell’anno trascorso e si fanno progetti per il futuro. In questi ultimi mesi, abbiamo vissuto un periodo di consolidamento che crediamo sereno, nel quale nostri operatori hanno avuto modo di conoscere meglio i ragazzi e anche i genitori. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Non sempre però riusciamo a soddisfare ogni famiglia, l’importante come in tutte le cose, è che non manchi il dialogo, dobbiamo tener conto solo dell’interesse dei nostri figli, se necessario abbandoniamo l’orgoglio e impariamo a discutere e a pretendere di più ( il CBD è nostro). Un’ altro percorso importante è la serie d’incontri avuti con i dirigenti della Neuropsichiatria infantile degli Spedali Civili di Brescia, pur nelle diverse visioni d’insieme, crediamo di avere chiarito molti punti interessanti, prova ne è che ultimamente abbiamo avuto richieste di terapie per bambini con patologie diverse, consigliati nel rivolgersi al CBD, dai propri neuropsichiatri di base. I Contatti avuti con i centri UNIDOWN, di Verona, piuttosto che di Genova e Roma, ci devono dare la possibilità di “copiare” le cose migliori già presenti nelle loro strutture, senza dimenticarci le peculiarità e le realtà di ognuno, e la spinta successiva deve essere quella di aprirsi alle varie associazioni presenti sul nostro territorio. C’e un panorama di ragazzi e adulti Down sparsi in vari gruppi provinciali, a noi il compito di trovare sinergie positive con quante di queste associazioni lo vorranno davvero. Non si tratta di recuperare “clienti” ma di fare del nostro meglio per migliorare le condizioni di vita dei nostri figli, adesso e nel prossimo futuro. I progetti che abbiamo concluso, non verranno archiviati, sono delle esperienze che ci porteranno a fare meglio ( speriamo), nei prossimo anni. Molti ne seguiranno e anche in questo caso, ricordatevi che qualsiasi idea può essere interessante e degna d’approfondimento. Un’attività da non trascurare, anche se riguarda indirettamente i nostri bambini, è quella di mettere in rete tutto il centro. Stiamo lavorando per dotare ogni locale, di un pc collegato ad un server unico. Questo ci servirà per informatizzare la gestione dei dati. Dopo ogni terapia, sarà possibile aggiornare in tempo reale la cartella del ragazzo, archiviandola e mettendola a disposizione dei vari terapisti autorizzati a consultarla. E’ un grande passo in avanti, siamo convinti della bontà del progetto e cercheremo di portarlo avanti prima possibile. Come sempre dobbiamo ringraziare i cittadini, le associazioni di varia natura, i gruppi Alpini, la Provincia di Brescia, i vari Comuni, il tessuto industriale e commerciale bresciano che sempre ci sostengono e ci aiutano anche economicamente permettendoci di andare avanti nella nostra opera.
Grazie

Consiglio CBD

 

 
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